Sulla montagna appena sopra Assisi, nella gola chiamata anticamente Maloloco , si colloca uno dei più splendidi luoghi francescani, l’Eremo delle Carceri.

Il Santuario custodisce la Grotta scelta dal Poverello come luogo di preghiera e di ritiro. Il nome stesso “Carceri” è indicativo del modo di dire di quel tempo dove il se carcerare era sinonimo di volontaria segregazione dal mondo per permettere a Dio, nel silenzio e nella preghiera, di trovare uno spazio libero nel cuore dell’uomo. Francesco vi arriva per la prima volta dopo la prigionia e il sogno di Spoleto: egli  “portava con sé un amico in posti adatti al raccoglimento dello spirito, rivelandogli di aver scoperto un tesoro grande e prezioso. Alla periferia della città c’era una grotta, in cui essi andavano sovente, parlando del “tesoro”. In questa grotta “supplicava devotamente Dio eterno e vero di manifestargli la sua via e di insegnargli a realizzare il suo volere.” (Celano, Vita Prima, FF 329). Il Regno di Dio, simile ad un tesoro nascosto in un campo (Mt 13, 44) è qui ricercato da Francesco continuamente: anche dopo la sua conversione e l’Eremo rimarrà luogo di grazia e di consolazione, ma anche di lotta e di prova, perché lo spirito si affini e diventi sempre più pronto ad accogliere l’amore di Dio e donarlo nella predicazione della Parola e nella carità fattiva. Quella “Regola per i frati che vivono negli Eremi” voluta da Francesco trova qui una possibilità di attuazione particolare, come poi in molti altri luoghi della costellazione francescana sia nella forma del romitorio o più semplicemente del convento di “ritiro”, dal quale i frati partivano per la predicazione itinerante.

Attualmente il Santuario delle Carceri,  è custodito da cinque Frati Minori per l’accoglienza dei numerosi pellegrini che salgono a pregare e a visitare il luogo o a celebrare con i loro sacerdoti; l’Animazione liturgica, scandisce i vari momenti della giornata offrendo la possibilità ai fedeli di pregare insieme alla comunità religiosa. Nelle attività del Santuario i frati sono coadiuvati dalle Clarisse Missionarie del Santissimo Sacramento presenti fin dal 1980 con una fraternità di tre suore. L’Eremo delle Carceri rimane un luogo di semplicità e di silenzio, di contatto con se stessi e con il Creato, per favorire l’unica cosa necessaria: l’ascolto della parola di Dio, il contatto vivo con Lui, perché ogni uomo e donna possa arrivare a dire, nello stupore dello scoprirsi amati gratuitamente: Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, qui e in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo (San Francesco, Testamento).