Maria colei che conosce Dio nel profondo

“Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”
In questi giorni abbiamo meditato attraverso il Magnificat di Maria, attraverso il Suo canto di risposta all’incontro con Elisabetta e alla beatitudine con la quale Elisabetta esalta Maria “E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.

Beata Maria perché ha creduto!

Maria crede che le parole dell’angelo diventeranno realtà “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». (Lc 1, 30-33)

Diventerà madre, e la sua fede nel Dio dell’impossibile diventa luce e occhi per vedere la realtà di Dio, la Sua azione nella storia e dalla storia vedere il cuore di Dio, cosa Dio vuole e desidera.

Maria “vede” che Dio disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, “vede” che innalza gli umili, “vede” che rovescia i potenti e innalza gli umili, “vede” che ricolma di beni gli affamati e rimanda i ricchi a mani vuote.

Possiamo chiederci dove vede queste cose, a noi che spesso ci sembra di vedere il contrario, vedere che i superbi opprimono e continuano ad opprimere gli umili chi tace, che i ricchi sono sempre più forti e sicuri nelle loro sicurezze e certezze, che gli affamati sono sempre più affamati ei ricchi sempre più ricchi.

Maria “vede” la storia con la fede del popolo di Israele, popolo che era schiavo, popolo che si ricorda della sua schiavitù ma che si ricorda anche di essere stato liberato, liberato perché ha gridato a Dio e Dio ha ascoltato.

Fede che le permette di vedere fra le ombre della storia la presenza di Dio e vedere il Suo intervento come già realizzato.

Ma guardando la storia con gli occhi della fede Maria entra nel cuore di Dio, un cuore che Lei percepisce come attento, un cuore che conosce, che ascolta agisce e vuole cambiare e cambia la realtà.

Un cuore attento, sempre provvidente sempre amante.

È bello scorgere in queste brevi righe del magnificat il desiderio di Dio che vuole incontrare tutti, amare tutti. Potenti superbi e umili, ricchi e poveri.

Come amare i superbi e i potenti? Mostrandogli che i loro pensieri, non gli danno la certezza che li rassicura, la consapevolezza del loro limite, Buttandoli giù dal loro trono, dalle loro sicurezze ricordandogli che sono creature, facendoli e rendendoli umili, umiltà che terra, ma terra per ricevere. L’umiltà che Dio dona è possibilità di vita nuova, anche quando passa per le umiliazioni, e spesso passa per le umiliazioni.

Come amare i sazi? Togliendogli il loro “cibo” ciò che li lascia in vita e li fa sentire autosufficienti, sazi,“ a posto”, facendoli diventare bisognosi a mani vuote.

Dio che cerca i suoi figli per richiamarli a Lui, per rimetterli in cammino per stare con loro e farli stare con Lui.

Uno sguardo nuovo sulla vita che permette di rileggere anche la nostra vita e l’azione di Dio nei momenti faticosi, quando ci sentiamo buttati giù dalle nostre certezze materiali o nelle nostre idee, quando ci sentiamo a posto, autosufficienti, fermi, quando Dio ci scomoda, anche in malo modo.

Perché Dio scomoda anche in malo modo, anche senza chiedere il permesso, pensiamo a Paolo che è stato buttato a terra e reso cieco.

Dio e la vita non chiedono il permesso a volte e non possiamo leggere e fare discernimento “sui modi” che Dio usa o può usare, il discernimento si fa sui frutti.

Maria ci dona anche uno sguardo nuovo guardo di speranza per i momenti in cui invece ci noi sentiamo oppressi, affamati e mani vuote.

Dio si presenta come colui che salva, che libera, che conosce i nostri bisogni, le nostre necessità e interviene.

Il cuore di Dio che vuole intervenire nella storia non per lasciarla come è,ma per abitarla e rendere la nostra vita una terra benedetta.

Maria che conosce Dio nel profondo, perché ha conosciuto e fatto esperienza del Suo amore preferenziale, si è sentita scelta e benedetta fra tutte le donne, può mostrare a noi il cuore di Dio, cuore attento e amante nella storia e metterci in cammino, farci discepoli in ogni momento della vita, sia quando invochiamo il suo aiuto sia quando non lo invochiamo perché stiamo bene così.

Sempre Dio si preoccupa di noi, sempre, perché sempre ama.

 

p. Marco Freddi, ofm

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