Tempo di Natale all’Eremo delle Carceri

Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio – affermava il beato Paolo VI – atmosfera ammirabile ed indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi da tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo”. Il pellegrino che si mette in cammino verso l’Eremo delle Carceri può vivere questa esperienza di ascolto e di intimità con Dio. Questo tempo di Natale è stato vissuto proprio con questo spirito! C’è stato un tempo di preparazione con l’Avvento: nei Primi Vespri di ogni domenica abbiamo acceso una candela che ci ricordava la venuta prossima del Signore. Più il giorno di Natale si avvicinava, maggiore pareva il desiderio dei pellegrini di accostarsi alla preghiera silenziosa favorita da questo luogo santo. Dal 17 dicembre, difatti, il settenario è stata l’occasione per riscoprire il volto del nostro Dio che per amore ha scelto d’incarnarsi. Le antifone maggiori, di antica tradizione, cantate e commentate ogni giorno da un frate della comunità, hanno scandagliato le lancette dei giorni e finalmente si è giunti al Natale.

Diversi sono stati gli impegni per preparare questo evento grandioso, questo memoriale che ha cambiato la nostra vita di cristiani. I pellegrini, nonostante il freddo e l’oscurità della notte, non si sono la sciati intimorire e numerosi sono accorsi alla grande veglia, tanto che molti son dovuti rimanere fuori. Tutto è pronto, la liturgia è allietata dai suoni di un organo, una chitarra e un flauto traverso e le campane in festa annunciano che finalmente possiamo cantare il Gloria in excelsis Deo, perché Dio è nato per noi. La celebrazione della notte è stata presieduta da p. Lorenzo Di Giuseppe, guardiano della fraternità, e al termine, come tradizione, ci siamo mossi in processione col Bambinello nel bosco sacro, dove abbiamo riascoltato l’episodio di Greccio, dove san Francesco nel 1223 volle contemplare con i suoi occhi l’umiltà dell’incarnazione. Dopo la venerazione dei fedeli al Bambinello, è seguito un momento di agape fraterna con lo scambio degli auguri.

La scelta della fraternità, comunque, è stata quella di custodire un clima di preghiera nonostante l’afflusso crescente di persone desiderose di ritirarsi in santuario. Ogni giorno, come è consuetudine, non è mancata l’Adorazione Eucaristica pomeridiana, che vede protagonisti il silenzio e la preghiera. Arriviamo al termine dell’Ottava di Natale con la notte del 31 dicembre:con i Primi Vespri della solennità della Ss. Madre di Dio, abbiamo ringraziato il Signore per l’anno trascorso con il canto del Te Deum; con le S. Messe delle 23.00 e del giorno seguente abbiamo invocato lo Spirito Santo perché possa guidare questo nuovo anno che si è aperto.

Il tempo di Natale si è concluso con un’Epifania impreziosita dalla neve che ha ricoperto il santuario e l’intero monte Subasio, rendendo ancora più affascinanti i paesaggi, struggenti i tramonti. Solo i più intrepidi hanno risalito a piedi il monte, assaporando il privilegio di un’autentica esperienza di eremo e di presenza di Dio, in una creazione che pareva cantare la sua gloria.

 

 

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