L’Eremo delle Carceri Oggi

Attualmente l’Eremo delle Carceri è custodito da una comunità di cinque religiosi dell’Ordine dei Frati Minori, che hanno ricevuto l’incarico dell’animazione religiosa del Santuario e dell’accoglienza dei numerosi pellegrini che ogni anno visitano questi luoghi. I frati sono aiutati nel servizio da tre sorelle delle Clarisse Missionarie del Santissimo Sacramento (francescane). I pellegrini vengono accolti sia come singoli che come gruppi. Per chi lo desidera, la visita guidata dai religiosi può diventare una vera e propria catechesi sullo “spirito di preghiera e di contemplazione” qui vissuto da S. Francesco.

 

Luoghi principali


La suggestiva entrata

Per accedere alla selva di lecci secolari si passa attraverso un arco decorato da un affresco di una Madonna con Bambino e i santi Francesco e Chiara.


Conventino di s. Bernardino

Appoggiandosi all’antico eremo, Frate Bernardino da Siena nel XV sec., fece edificare con semplicità francescana un piccolo conventino ad uso di quei frati che avessero voluto ritirarsi per un tempo di silenzio. Sopra la porta d’ingresso lo stemma di s. Bernardino, costituito da un sole contenente le iniziali latine del Nome di Gesù (Jesus Hominum Salvator) iscritte nel cerchio solare, qui di terra cotta. Il conventino è visitabile solo durante l’orario delle visite guidate. All’interno del conventino si trovano al piano terra il Refettorio, il Coro e l’oratorio di s. Bernardino, mentre al primo piano sorgono le cellette (non visitabili perché ancora utilizzate dei frati francescani). Il Refettorio, costruito a ridosso della parete rocciosa, conserva ancora i rozzi tavoli del ‘400 e un affresco, “L’Ultima Cena”, del 1595. Entrando nel santuario si passa attraverso l’oratorio di s. Bernardino: sopra l’altare è presente un affresco raffigurante una Crocifissione con un S. Francesco orante.


Cappella delle celebrazioni

La chiesa utilizzata oggi per la preghiera e per la liturgia eucaristica fu ricavata nel vecchio fienile. E’ possibile unirsi alla comunità religiosa nei diversi momenti di preghiera liturgica.


Cappella di s. Maria delle Carceri

Risale al tempo di s. Francesco e costituisce l’edificio più antico di tutto il complesso conventuale. E’  il luogo in cui i frati si radunavano per la preghiera liturgica. Sulla parete di fondo è affrescata una “Madonna con bambino” dipinta da Tiberio d’Assisi nel 1506. Questo affresco più recente copre uno più antico di una crocefissione databile alla fine del XIII secolo.


Grotta di S. Francesco

Posta al cuore del santuario, la grotta è il piccolo giaciglio dove il santo si rannicchiava. Dopo la grotta si attraversa un piccolo oratorio e passando attraverso una porta strettissima si esce dall’edificio. Sulla soglia una lapide rosa chiude un foro che è chiamato “Il buco del diavolo”: permette di scorgere il fondo di un burrone che secondo tradizione si sarebbe formato quando frate Rufino vinse una tentazione e cacciò il demonio.


L’albero della predica agli uccelli e le grotte

Situato nei pressi del ponte che immette nella selva, guardando a valle, si trova un leccio secolare su cui, tradizionalmente, si racconta che si posarono numerosi uccelli ad ascoltare la voce del poverello di Assisi. Attraverso il sentiero principale ci si può inoltrare nel bosco e visitare altre grotte naturali originatesi nel terreno carsico ed utilizzate dai compagni di Francesco per ritirarsi.


Cappella di Santa Maria Maddalena

Nel pavimento è sepolto dal 1477, il beato frate Barnaba Manassei, ideatore e fondatore nel 1462 dei “Monti di Pietà” a Perugia.


Altari per le celebrazioni nel bosco

Nel recinto del bosco sono presenti due zone adibite alla preghiera e fornite di panche e altari. Previa prenotazione ai frati dell’Eremo è possibile nel periodo estivo celebrare il rito dell’eucarestia secondo il rito romano-cattolico.


Il convento oggi

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Sviluppo Architettonico